Casi Di Studio

UN AMMORTIZZATORE STAMPATO 3D CON LA MARKFORGED

Il nuovo materiale Onyx appena sviluppato dalla Markforged è molto rigido, se rinforzato con la fibra di carbonio, mentre se usato senza rinforzo è leggermente flessibile.
Per evidenziare questa sua peculiarità è stato realizzato un ammortizzatore.


FILAMENTO MARKFORGED ONYX

“L’idea di realizzare l’ammortizzatore è venuta per caso, studiando la stabilità dimensionale di un prototipo realizzato in Onyx”

ha spiegato un progettista Markforged.
Il video mostra la flessibilità e la resistenza di una piccolo pezzo stampato con Onyx, che funziona bene da molla di trazione o compressione.

Modificando la dimensione della spirale e dello spessore del filo si creano molle con comportamento diverso.
La molla di trazione è solamente una spirale stampata in 3D, senza materiale di supporto, mentre la molla di compressione è composta da due spirali in parallelo.

Una volta creato il modello della molla è stata collegata ad un alberino ed è stata semplicemente racchiusa in un cilindro. L’intero ammortizzatore è stato realizzato con una stampa 3D unica.


FLESSIBILITÁ E RESISTENZA

L’immagine mostra la sezione dell’ammortizzatore realizzata con Autodesk Fusion 360.

MF-engineering-schock_absorber_design

Per minimizzare il coefficiente d’attrito, sono state prodotte due bronzine realizzate in Nylon, una da inserire tra la molla e la superficie interna del cilindro, mentre l’altra da inserire tra il cilindro e l’albero che scorre.

“Il Tough Nylon è più liscio di Onyx, perciò ho pensato che potesse essere una buona soluzione” 

continua l’esperto.


AMMORTIZZATORE MONOLITICO

Complessivamente l’ammortizzatore è composto da tre parti: la molla, l’albero e il cilindro che costituiscono un pezzo unico e le due bronzine che sono stampate a parte.

Come si può notare dalla sezione precedente, le bronzine sono inserite all’interno del cilindro, quindi sono state stampate con la Mark Two per prime, a parte usando il Tough Nylon.

In seguito è stata programmata la stampa dell’ammortizzatore, in modo che si potesse mettere in pausa due volte. Nella prima pausa è stata inserita la bronzina di dimensioni maggiori, mentre nella seconda pausa è stata inserita la bronzina tra il cilindro e l’alberino, aggiungendo leggermente della colla per evitare che questa potesse fuoriuscire.


“Abbiamo così realizzato un ammortizzatore, unicamente stampato con la tecnologia 3D e non vediamo l’ora di testarlo per individuare il suoi limiti!”


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